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Martedì 29 Luglio 2014

Studio Epic: l'osteoporosi aumenta rischio di scompenso cardiaco


La densità minerale ossea e lo scompenso cardiaco, specie su base non ischemica, sono legati da un rapporto inverso e potrebbero avere meccanismi fisiopatologici comuni. Questo è quanto sostengono su Jacc heart failure gli autori di uno studio prospettico di coorte a lungo termine che ha misurato la densità minerale ossea nel tallone in termini di attenuazione di ultrasuoni a banda larga (Bua), rilevando per ogni aumento di una deviazione standard del parametro un calo del 23% del rischio di insufficienza cardiaca. «Questi dati non solo sostengono l’opportunità di una valutazione del rischio cardiaco in persone con ridotta densità minerale ossea, ma giustificano un'ulteriore esplorazione dei meccanismi fisiopatologici sottostanti le due condizioni» dice Roman Pfister, cardiologo dell’università di Colonia, in Germania, e coautore dell’articolo, affermando che i risultati dello studio, assieme a quelli di ricerche precedenti, suggeriscono che una bassa densità minerale ossea, e di conseguenza l'osteoporosi, potrebbero essere i nuovi marcatori del rischio di scompenso cardiaco, indipendenti da altri fattori di rischio. Per giungere a queste conclusioni i ricercatori hanno seguito per oltre nove anni più di tredicimila persone sottoponendole a misurazioni Bua, rilevate con l'ecografia quantitativa, delle ossa del tallone. Dallo studio, parte del trial britannico Epic, European prospective investigation into cancer and nutrition, emerge che il rischio di insufficienza cardiaca aggiustato per quartili e paragonato al quartile 1 diminuisce rispettivamente del 60%, 46% e 54% nei quartili successivi per ogni progressivo aumento del contenuto minerale dell’osso misurato in deviazioni standard dei valori Bua. I meccanismi alla base dell’associazione tra maggiore densità ossea e minori probabilità di insufficienza cardiaca sono quasi certamente multifattoriali, compresa una possibile fisiopatologia comune» commenta in un editoriale Kenneth Lyles della Duke university di Durham, North Carolina, osservando che i trattamenti volti a migliorare la densità minerale ossea potrebbero abbassare il rischio di insufficienza. «Dopo questi risultati, il passo successivo sarà quello di replicarli su una casistica più grande» conclude il ricercatore.

Jacc Heart Fail. 2014 Jul 2. doi: 10.1016/j.jchf.2014.03.010

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