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Lunedì 1 Settembre 2014

LA TERAPIA ORMONALE POSTMENOPAUSALE NON FERMA L'ATEROSCLEROSI


Secondo uno studio multicentrico appena pubblicato su Annals of internal medicine, la terapia ormonale postmenopausale può avere effetti benefici su alcuni fattori di rischio cardiovascolare, ma non riduce la progressione dell'aterosclerosi. Un gruppo di ricercatori statunitensi, coordinati da Mitchell Harman del Phoenix veterans affairs health care system di Phoenix in Arizona, ha randomizzato oltre 700 donne in menopausa ad assumere placebo o una di due terapie ormonali a basso dosaggio: estrogeni equini coniugati per via orale oppure 17beta-estradiolo transdermico associato a progesterone. Le partecipanti erano donne sane di età compresa tra 42-58 anni senza pregressi eventi cardiovascolari, con 6-36 mesi dalle ultime mestruazioni e un punteggio di calcio coronarico (Cac) inferiore a 50 unità Agatston. Nessuna delle partecipanti aveva ricevuto estrogeni o terapia ipolipemizzante nei 90 giorni precedenti l’inizio dello studio. «Dopo 4 anni di follow up non sono emerse differenze significative tra i gruppi trattati per quanto concerne l’endpoint primario dello studio, cioè la progressione dell'aterosclerosi intesa sia come spessore dell’intima-media carotidea (Cimt) sia come punteggio del calcio coronarico» spiega il ricercatore, puntualizzando tuttavia che nelle donne sottoposte a terapia con estrogeni equini si è verificato un miglioramento del profilo lipidico, mentre in quelle che assumevano il trattamento transdermico era migliorata la sensibilità periferica all'insulina. «La frequenza di eventi avversi gravi non è risultata significativamente diversa tra i gruppi» riprende Harman, che ipotizza diverse spiegazioni a sostegno di questi risultati, tra cui la selezione di pazienti a basso rischio per aterosclerosi, una durata relativamente breve dello studio e l'utilizzo di estrogeni a basso dosaggio. E Andrew Kaunitz, editor di Journal watch women's health, commenta: «Anche se non è ancora chiaro quali siano gli effetti a lungo termine della terapia ormonale, lo studio non ne supporta l'uso in termini di prevenzione cardiovascolare».

Ann Intern Med. 2014;161(4):249-260. doi:10.7326/M14-0353

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