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Giovedì 18 Settembre 2014

Integratori alimentari e sano stile di vita. Le ragioni scientifiche dell'integrazione nella societá moderna


gli integratori alimentari pur non essendo farmaci - se opportunamente e razionalmente utilizzati - svolgono un ruolo attivo nel favorire il benessere individuale e ridurre il rischio di malattie. Questo ruolo degli integratori è sostenuto dall'evidenza scientifica e dovrebbe essere riconosciuto nella corretta applicazione delle normative a livello europeo per favorire un uso consapevole da parte dei consumatori. FederSalus è un alleato della ricerca scientifica e delle istituzioni nazionali ed europee nel promuovere il corretto inquadramento degli integratori alimentari - tra farmaci ed alimenti - per dare a consumatori, medici e farmacisti tutte le garanzie e indicazioni per un uso consapevole, razionale e quindi funzionale degli integratori, nell'ambito di un sano stile di vita.

Perché assumere integratori quando la dieta è già ricca e variata

L'allungamento della vita umana osservato a partire dal 1900, e che ha portato la speranza di vita media alla nascita da 50 ad 80 anni, ha creato un conflitto di grande rilevanza tra i meccanismi di funzionamento del nostro organismo (sviluppati nel tempo secondo i principi dell'evoluzione descritti da Darwin) ed il nostro desiderio di vivere a lungo ed in buona salute. Le malattie degenerative tipiche dell'età adulta ed avanzata (ed i loro fattori di rischio) ci trovano infatti ben "poco preparati" dal punto di vista biologico, per motivi di varia natura. Come conseguenza di ciò,l'incidenza di queste patologie è crescente nelle società evolute come la nostra. Dopo i 40-50 anni, pertanto, può essere necessario contrastare meccanismi biologici utili nei primi decenni della nostra vita, ma ormai in parte o del tutto negativi al nostro organismo; allo stesso modo, la nostra biologia può aver bisogno di sostanze bioattive in quantità non reperibili mediante un'alimentazione ordinaria, ma raggiungibili mediante integrazioni intelligenti e mirate. Andrea Poli

Quale ruolo delle sostanze nutrizionali e funzionali contenute negli integratori alimentari per il paziente anziano

Per trarre reali vantaggi occorre integrare la dieta. Infatti ciò che attiva i geni non è un cibo nel suo insieme ma un suo componente. La sua concentrazione può variare molto e la sua efficacia può essere compromessada molti fattori. I geni della ecchiaia non scadono e possono essere attivati a qualunque età, ma prima si interviene e meglio è. La dieta influenza, nel bene e nel male, l'attività dei geni e di conseguenza la comparsa di malattie.Giovanni Scapagnini

Integratori alimentari durante la vita riproduttiva

Negli ultimi tempi il mercato si è arricchito di numerosi integratori alimentari a base principalmente di fitoestrogeni derivati dalla soia a cui sono associate vitamine e altre sostanze vegetali, utili nell'alleviare i sintomi legati a questo delicato periodo nella vita della donna. E' opportuno tuttavia fare alcune precisazioni riguardo i fitoestrogeni in quanto non tutti hanno la stessa efficacia. Innanzitutto i fitoestrogeni sono composti di origine vegetale presenti in circa 300 piante. Per definizione sono molecole dotate di azione estrogenica, anche se molto meno potente di quella dell'estradiolo, il principale ormone estrogeno femminile. Le principali classi di fitoestrogeni comprendono gli isoflavoni, i lignani, i cumestani e i lattoni. Tra questi solo gli isoflavoni ed i lignani sono dotati di dimostrata attività biologica nell'uomo, gli altri sono attivi solo negli animali. In particolare, rispetto agli altri fitoestrogeni, gli isoflavoni sono dotati di attività estrogenica più elevata. Sebbene con minore affinità, essi si legano al recettore degli estrogeni, formando un complesso recettoriale che funziona in modo simile.Vincenzo De Leo
Professore Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia Policlinico Le Scotte Università di Siena

L'utilità dell'integrazione nella pratica sportiva

...un errore frequente tra i sedentari che intraprendono una attività fisica, ma ancora di più tra chi pratica attività sportiva a livello amatoriale, non escludendo però neanche quelli che la praticano a livello semiprofessionistico, riguarda la "pseudo" idratazione che osservano durante l'esercizio. Vittime inconsapevoli di campagne pubblicitarie martellanti ed onnipresenti, che fanno riferimento ad indispensabili reintegrazioni di sali ed energetici per combattere fatica, crampi, e tutta una serie di condizioni sicuramente sofferte almeno una volta dai più, gli atleti della domenica e quelli più regolari, illudendosi di fare la cosa migliore, usano utilizzare bevande più o meno fortemente ipertoniche che proprio per questa loro caratteristica possono invece essere anche estremamente pericolose. La bassa concentrazione delle bevande ingerite durante l'attività, tanto più bassa quanto più strenua è l'attività, dovrebbe invece essere il punto di partenza per considerare, eventualmente, i sali e gli energetici in essa presenti...Marco De Angelis Specialista in Medicina dello Sport, professore della Facoltà di Scienze Motorie dell'Università dell'Aquila.

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