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Martedì 21 Gennaio 2014

Dopo pillola, Iud o anello, si attende di più per una gravidanza


DOPOPILLOLA,IUD O ANELLO, SI ATTENDE DI PIU' PER UNA GRAVIDANZA

Rispetto alle donne che usano contraccettivi di barriera come condom o spermicidi, quelle che preferiscono dispositivi intrauterini (Iud) o altri tipi di contraccettivi reversibili a lungo termine hanno probabilità quattro volte maggiori di attendere oltre 18 mesi tra una gravidanza e l’altra. «L'Organizzazione mondiale della sanità consiglia almeno due anni tra una nascita e quella successiva. Eppure  negli Stati Uniti un terzo delle gravidanze consecutive si verifica prima dei 18 mesi dal parto precedente, con un aumento del rischio di prematurità o basso peso alla nascita» esordisce Heike Thiel de Bocanegra, ricercatrice dell’Università di California a San Francisco e prima firmataria di un articolo sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology. Lo studio, svolto su 117.644 donne californiane che avevano avuto almeno due figli, ha incrociato i dati relativi all’uso di contraccettivi con quelli del Registro nascite della California per verificare se l'accesso alla contraccezione migliorasse l’intervallo tra le nascite. «Tutte le partecipanti erano utenti dell’assistenza sanitaria californiana per i meno abbienti, la Medi-Cal, o di provider sanitari che offrono servizi di pianificazione familiare finanziati dallo Stato» precisa la ricercatrice. E i risultati parlano chiaro: le donne che dopo il primo parto preferivano utilizzare Iud, anelli o cerotti, ma anche la pillola, avevano probabilità maggiori di aspettare almeno 18 mesi per concepire di nuovo rispetto a chi faceva uso di contraccettivi di barriera come preservativi o spermicidi.  «Non solo per una pianificazione familiare ottimale, ma anche per ridurre i rischi di prematurità o basso peso alla nascita, gli operatori sanitari dovrebbero sapere che il miglior intervallo tra due gravidanze è di 18 mesi o più, incoraggiando le donne dopo il parto a usare in questo periodo contraccettivi efficaci» sottolinea Thiel de Bocanegra. E conclude: «In questo i pediatri possono essere utili, anche chiedendo alla mamma che contraccezione sta usando».

AJOG published online 16 December 2013

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